Al telefono.
“Ciao pà, come sta la cuginetta, Maria Vittoria?”
“Maria Elisabetta”
“Sì, lei, cavoli continuo a sbagliare sempre come si chiama: non so perché ma m’è entrato in testa Maria Vittoria. Che poi, quanti anni ha ora, due, no?”
“No, tre, non ricordi? E’ nata qualche giorno dopo la morte di nonna.”
“Sì ricordo.”
[…]
“Ma Onofrio come sta poi? Che oramai s’è fatto grande, quanti anni ha, sei no?”
“Sì, sei: non ricordi, è nato qualche mese dopo la morte di nonno.”
“Eh, già, vero.”
[…]
Scampoli di conversazione tra me e mio padre, al telefono, qualche minuto fa. Non l’avevo mai realizzato prima. Mio nonno muore e nasce un suo nipote. Mia nonna muore e nasce una sua nipote. Non so, io lo trovo splendido: una meravigliosa sintesi del ciclo della vita.
Brave persone, belle persone, specie mia nonna. Persone che non posso non ammirare tuttora, nonostante i loro difetti, o forse anche (soprattutto?) grazie a quelli. Non so per gli altri, ma per me i simboli sono importanti. E questo mi sembra un segno bellissimo del fatto che la vita continua. Banale, sciocco, stupido quanto si vuole. Ma quando l’altra tua prima nonna ti lascia di colpo, senza un preavviso, ed un mese dopo sua figlia, appena adolescente, la segue, beh… son cose che per quanto vissute latamente (eh, l’età era quella che era), qualche segno lo lasciano, almeno di riflesso (come quando vedi la faccia di tua madre quando sente questa canzone e ti racconta che gli dissero della morte della sorella mentre la stava ascoltando).
Vabbè.
Era la cazzata del giorno.
Che poi erano mesi che non postavo, quindi…
-
A christinaert è piaciuto
-
postato da animamigrante